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Italia, Roberto Mancini si presenta: ''Voglio riportare la Nazionale sul tetto d'Europa e del Mondo''

L'ex tecnico dell'Inter, che ha vissuto l'ultima esperienza allo Zenit prima di firmare come ct dell'Italia, ha rilasciato le prime dichiarazioni

Roberto Mancini è il nuovo ct dell'Italia - Twitter Vivo Azzurro

13:12 - 15 Maggio 2018
L'avventura di Roberto Mancini, nuovo ct della Nazionale italiana, è ufficialmente iniziata, e quest'oggi l'ex tecnico dello Zenit si è presentato alla stampa. Un pizzico d'emozione che non viene nascosta per il Mancio, che viene introdotto dal commissario della FIGC Roberto Fabbricini e presentato come ''la migliore situazione tra le migliori possibili, assolutamente in linea con le disponibilità economiche della Federazione'': non manca il ringraziamento a Gigi di Biagio, che ''si è messo a disposizione e si merita i nostri migliori auguri in vista dell'Europeo U21 casalingo del 2019'', e poi la palla passa al nuovo ct azzurro. La conferenza stampa odierna ci mostra un Roberto Mancini inedito, che racconta di aver realizzato uno dei suoi sogni da tecnico: ''Sono molto emozionato, diventare ct è il sogno di ogni allenatore. Ringrazio Oriali, Fabbricini, Costacurta e Uva che mi hanno fatto sentire apprezzato: sono orgoglioso di guidare la Nazionale italiana, alleno da tanti anni e sentivo che questo era il momento giusto per effettuare questa scelta - prosegue Mancini -. Bisogna fare qualcosa per l'Italia, abbiamo vissuto un dramma sportivo non andando al Mondiale, e ho pensato di mettermi a disposizione. L'emozione è tanta: sono arrivato qui da ragazzo nel 1978, quando debuttavo nell'Under-14, ho avuto un lungo e purtroppo infruttuoso (non ha mai vinto Europei/Mondiali, andandoci vicino) percorso in Nazionale venendo allenato da tre maestri come Bearzot, Vicini e Sacchi - il Mancio è l'unico ad aver avuto questo onore - e ora sono il ct dell'Italia. Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato e allenato da giocatore, e chi mi ha fatto crescere da allenatore''.
 
Il discorso si sposta poi sulle scelte da fare nella costruzione della rosa della nuova Italia, che debutterà il 28 maggio contro l'Arabia Saudita e giocherà poi contro Francia (1° giugno) e Olanda (4 giugno), e sugli obiettivi: ''Voglio innanzitutto essere un ct perbene, che venga apprezzato e possa conquistare i tifosi a suon di vittorie, ma il mio obiettivo è quello di riportare l'Italia sul tetto del Mondo e d'Europa. L'Europeo sarà il primo traguardo, perchè non lo vinciamo da 50 anni, e sento che possiamo farcela, il nostro paese vanta tanti giocatori bravi e c'è tanto materiale umano con cui lavorare. Non allenare tutti i giorni non sarà un problema - spiega Mancini -: succede così da sempre e l'Italia ha vinto comunque 4 Mondiali. Per questo motivo non chiederò stage, perchè i giocatori vanno in campo ogni tre giorni e bisogna andare incontro a loro e ai club evitando di sovraccaricarli: cercheremo di avere una base ampia, così da poterli alternare in base alle esigenze. Magari ci servirà un po' di tempo per inserire i giovani, ma sono fiducioso''. 
 
Ma come imposterà la sua Nazionale Mancini, e quale sarà il suo approccio nei confronti dei tifosi azzurri? ''Non parlo di numeri, cercheremo di vedere dal vivo alcuni giocatori che non conosco benissimo e valutarli: voglio adattarmi alle loro qualità e capire come farli rendere al meglio - spiega il nuovo ct -. Balotelli convocato? Mario è uno dei giocatori che vorremmo rivedere in Nazionale: so cosa può dare, e i tifosi si ricordano i suoi favolosi Europei con Prandelli. Verosimilmente lo richiameremo, mentre dobbiamo parlare con Buffon per capire che intenzioni ha in vista dell'amichevole di Torino (che potrebbe essere la sua ultima gara in azzurro, ndr). Per il resto non faccio nomi (neanche per lo staff), voglio valutare tutti e scegliere con attenzione. I tifosi? Quando alleni un club e non vinci - prosegue divertito Mancini -, tutti i tifosi s'infuriano con te. Qui i tifosi sono oltre 50mln di persone e potrebbero odiarti tutti - ride il nuovo ct -, ma so che possiamo anche far esplodere di gioia un intero paese: in Italia ognuno vede il calcio a modo suo, vincendo un trofeo importante possiamo unire tutti. Sarà una sfida stimolante e difficile, ma nella vita non c'è nulla di facile''.

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